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INTOLLERANZE ALIMENTARI

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wheat-809444_1280Definiamo cos’è l’allergia alimentare:

Biologicamente, l’allergia alimentare è una risposta immediata dell’organismo che dipende dagli anticorpi IgE. Quindi qualsiasi altra risposta del sistema di difesa che non si manifesti con una produzione di IgE non viene convenzionalmente considerata allergia ma una reazione di natura diversa. Ciò ha dato origine a numerosi equivoci, e spesso sono state sottovalutate le reali proporzioni del problema.

Nelle allergie, la reazione dell’organismo all’ingestione dei cibi è istantanea con manifestazioni orticaroidi, (per esempio l’assunzione di fragole) o edematose (edema delle mucose con l’assunzione di crostacei) ecc.. Nelle intolleranze alimentari si hanno reazioni a cibi ingeriti quotidianamente (come latte, pasta, pomodoro), con tempi di latenza molto più lunghi, da alcune ore fino a diversi giorni.

I sintomi e le malattie, in caso di intolleranze, si possono manifestare e sviluppare a carico di qualsiasi organo-apparato o sistema d’organi.

I biologi sono propensi a ricercare, tra le cause dei fenomeni di intolleranze alimentari, l’alterata reazione del sistema immunitario che, in presenza di alcuni alimenti, li riconoscerebbe come estranei, reagendo di conseguenza. Tra le ipotesi più accreditate, la “teoria delle carenze mineral-vitaminiche”, la “teoria dell’assorbimento alterato di macromolecole a livello della mucosa intestinali”, e infine la teoria dei cosiddetti “agenti stressanti”.

Senza scendere nel dettaglio, l’ipotesi che alla base di alcune intolleranze alimentari ci possa essere la moderna alimentazione, con cibi e prodotti molto raffinati carenti del contenuto naturale minerl-vitaminico, è la più accreditata e forse la più realistica.

La teoria dell’assorbimento alterato delle macromolecole si basa sul principio che la maggior parte delle patologie umane a livello gastrointestinale, si potrebbe risolvere con facilità se si considerasse con più attenzione la flora batterica intestinale, spesso trascurata e oltraggiata dall’indiscriminato uso di antibiotici, e non solo.

L’alterazione della flora batterica intestinale, o disbiosi, determina un sovvertimento dell’ecosistema intestinale costituito da organismi simbionti (utili per il nostro organismo).

La teoria degli agenti stressanti chiama in causa l’ecologia clinica, una corrente di pensiero che dagli anni Venti, ha tra i suoi discepoli medici e biologi che imputano all’inquinamento ambientale, alla sofisticazione dei cibi, nata per l’esigenza della loro conservazione e, ultimamente, all’uso dei prodotti transgenici la responsabilità della maggior parte delle intolleranze alimentari.

Ma è lo stress il maggiore imputato, perché il sistema immunitario dell’uomo risponde con difficoltà alle continue esposizioni a sostanze chimiche presenti nell’ambiente e negli alimenti: questo è logico se pensiamo che l’organismo ha bisogno di tempo per adattarsi alle continue sollecitazioni alle quali è sottoposto. L’elenco degli agenti stressanti è lungo: stress ambientali, da inquinamento, da rumore, stress chimici e farmacologici, stress da conservanti, stress da agenti infettivi come virus e batteri ma anche stress sociali e psichici, meteorologici e ormonali, tutti fattori che sinergizzano e portano a un cattivo funzionamento del sistema immunitario, già condizionato dall’età e dai fattori genetici.

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